Capitolo 2
Capitolo 2
I soldati si allenavano senza sosta per tenere il corpo caldo. Corse brevi, armi sollevate e abbassate, movimenti ripetuti fino allo sfinimento. Eppure, a intervalli regolari, molti di loro si fermavano a guardare Matera in lontananza. Da quella distanza, le sue possenti mura apparivano ancora più inquietanti. C’era chi diceva che davanti a fortificazioni così alte non si combatte: si fugge. Altri sussurravano che sarebbe finita male, che nessun piano avrebbe retto. Qualcuno, invece, era già convinto della vittoria e festeggiava in anticipo, come se il sangue non fosse ancora stato versato. Damien non apparteneva a nessuno di quei gruppi. Seduto su una roccia, osservava i soldati e la città alle loro spalle. Pensava se esistesse ancora una possibilità di accordo, una pace futura capace di evitare l’assedio. Ma Virgilio lo aveva detto chiaramente: non si sarebbe mai arreso. Fu allora che Dante e Malik gli si avvicinarono. «Andiamo a parlargli di nuovo,» disse Malik. «So come convi
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