Capitolo 39

Capitolo 39

Pubblicato il: 14 May 2026

«Virgiliooooo!» La voce di Dante squarciò il frastuono della battaglia. «Ti ucciderò!» Virgilio si voltò lentamente. Per un istante osservò Dante. Il volto stravolto. Gli occhi iniettati di sangue. Il respiro corto. L’odio che traboccava da ogni gesto. Poi, con un movimento calmo, ripose la Spada del Giglio nel fodero. Restò solo lo spadone. Un’arma più semplice. Più pesante. Più adatta. Dante non aspettò altro. Si lanciò all’attacco con un urlo animalesco. Il colpo era potente, disperato, carico di tutto ciò che aveva perso. La lama calò dall’alto con violenza. Virgilio si spostò di mezzo passo. Il colpo fischiò nel vuoto. Prima che Dante potesse reagire, Virgilio gli diede un colpetto secco sull’elmo, quasi distratto. Toc. Non un colpo per uccidere. Un avvertimento. Dante ringhiò e affondò di nuovo, puntando al ventre. Virgilio schivò ancora. Senza fretta. Senza sforzo. Rise. «Non riesci manco a colpirmi.» Quelle parole fecero più male di qualsiasi lama. Dante urlò e

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