Capitolo 37
Capitolo 37
In quel momento, nella mente di Damien, non rimase che una sola frase. “Siamo finiti.” Non era paura. Non era panico. Era certezza. Il mondo davanti a lui sembrava essersi fermato. Gli eserciti dell’Aquila Nera avanzavano come un’onda compatta. Non correvano ancora, ma la loro presenza schiacciava l’aria. Ogni bandiera era un chiodo piantato nel cielo. Ogni torcia una promessa di morte. Damien non si muoveva. La spada gli pendeva dalla mano, pesante come piombo. Il respiro gli usciva a scatti. Sentiva il sangue pulsare nelle tempie, un ronzio continuo che copriva quasi tutto. Lee lo vide. Vide il suo mentore immobile, lo sguardo vuoto, il corpo ancora in piedi solo per abitudine. Gli si avvicinò di corsa, lo afferrò per le spalle e lo scosse con forza. «Mentore!» gridò. «Aiutaci!» Damien sbatté le palpebre. Inspirò a fondo. Poi ancora. Il rumore tornò. Il fango sotto gli stivali. Le urla. L’acciaio. Stringendo i denti, rialzò la spada. «Sono qui,» disse, più a sé stesso ch
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