Capitolo 22
Capitolo 22
La puzza di gas svanì così com’era arrivata. All’improvviso. Uno dopo l’altro i soldati abbassarono i mantelli dal volto, respirarono più a fondo, qualcuno tossì ancora per qualche secondo. Nessuno parlò. Le porte vennero aperte e l’esercito passò senza problemi. Troppo senza problemi. Il ventiduesimo avamposto li accolse in modo diverso. Non silenzio. Non inganno. Guerra. Dalle mura partì una raffica di colpi secchi, ritmati. Dardi che fischiavano nell’aria come sciami impazziti. Erano tanti. Troppi. «Balestrieri!» gridò qualcuno. «Sono ovunque!» Robert non esitò. «Muro di scudiiiii!» Le prime file si chiusero in un istante. Scudi contro scudi. Bordo su bordo. Una testuggine perfetta che si estendeva anche alle file dietro, coprendo fianchi e retro. I dardi rimbalzavano, si conficcavano nel legno, nel metallo, vibravano a pochi centimetri dai volti. Il rumore era assordante. Tunk. Tunk. Tunk. «Arcieri!» urlò Robert. «Sotto gli scudi! Sparate ora!» Gli arcieri si inginocc
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