Capitolo 34
Capitolo 34
Passarono almeno venti minuti. Venti minuti che parvero irreali. I superstiti dell’Aquila Bianca si sparpagliarono nella piana senza un vero ordine. Non c’erano più file, né schieramenti. Solo gruppi di uomini e donne seduti a terra, appoggiati agli scudi, sdraiati sull’erba bagnata di sudore e sangue secco. Bevevano. Acqua. Birra. Vino. Tè ormai freddo. Le mani tremavano mentre portavano i recipienti alle labbra. Alcuni bevevano troppo in fretta e vomitavano subito dopo. Altri fissavano il vuoto con lo sguardo perso, incapaci perfino di bere. Damien si passò una mano sul volto, lasciando una scia di sudore e polvere. Sentiva il cuore ancora battere troppo forte. Troppo veloce. Come se non avesse capito che stavano fermi. Un rumore. Lontano. Damien sollevò la testa di scatto. «Cos’è?» disse, con la voce roca. Leonardo si voltò verso di lui. «Cosa?» Damien strinse gli occhi. Ascoltò. Il vento. Il crepitio lontano degli incendi. I respiri affannosi. «Nulla…» mormorò. «Forse s
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