Capitolo 12
Capitolo 12
Damien osservò il portone chiuso, poi si voltò verso Ralf. «Serve un ariete per sfondare, giusto?» Ralf scosse il capo, accovacciandosi vicino alle giunture annerite. «Non necessariamente. Prima possiamo scaldare il metallo. Oppure abbatterlo a colpi di martello, picconando le giunture.» Passò una mano sul bordo della porta. «Se iniziamo subito, ci mettiamo al massimo mezz’ora.» Damien annuì senza esitare. «Facciamolo ora. Non è affidabile lasciare uomini indietro. Se ci attaccano mentre siamo sparpagliati, restiamo bloccati qui.» Inspirò a fondo. «Vado ad avvisare tutti che faremo una pausa.» Tadd si rimboccò le maniche. «Va bene. Noi iniziamo subito. Se riesci a far arrivare altre braccia forti, finiremo prima.» Damien fece un cenno d’assenso e si allontanò di passo svelto. Dietro di lui, Ralf e Tadd si misero all’opera. I primi colpi di martello risuonarono secchi contro il metallo. Ogni colpo rimbalzava nel viale, amplificato dalle mura. Il suono era sgradevole, ripetitivo,
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