Capitolo 38
Capitolo 38
«Viola… combatti. Lasciami qui.» La voce di Tommaso era bassa, spezzata. Il dolore alla gamba lo teneva inchiodato al fango. Ogni respiro era un coltello nei polmoni. Intorno a loro, il mondo era acciaio e urla. Viola scosse la testa, le lacrime che le rigavano il volto sporco di sangue e pioggia. «No. No, non ti lascio qui. Non posso.» Tommaso le prese il volto con entrambe le mani tremanti. Le dita scivolarono sull’elmo ammaccato. La guardò come se volesse imprimere quel volto nella memoria. La baciò. Un bacio lungo, disperato, fuori dal tempo. «Vai,» disse poi, cercando di sorridere. «Mi… mi metto in salvo.» Viola singhiozzò. Restò immobile ancora un istante, poi strinse i denti e si voltò. Entrò nella mischia con un urlo che non era rabbia, ma dolore puro. Tommaso la seguì con lo sguardo mentre spariva tra i corpi. Sorrise. «Sii forte, mia—» Non finì la frase. All’improvviso il suo corpo venne sollevato da terra con una forza innaturale. Il mondo girò. Il fango si allon
Continua a leggere il capitolo completo...