Capitolo 50
Capitolo 50
La Sala del Trono Nero era silenziosa. Un silenzio pesante, carico di sguardi e giudizi non pronunciati. Sul trono sedeva Virgilio, l’armatura di Damasco ancora addosso, immobile come una statua. Ai suoi lati, le figlie. Dietro di lui, i lord e le lady dell’Aquila Nera sopravvissuti, i comandanti delle compagnie mercenarie dell’Ulivo e della Rosa Nera, e poco più indietro il Gran Maestro, con il Trio Oscuro alle spalle e i fratelli Malatesta accanto a lui. Tutti attendevano. Le porte si aprirono. Omar entrò e fece un passo avanti. «Sono qui.» Virgilio annuì appena. I superstiti dell’Aquila Bianca entrarono con la testa china. Nessuno parlava. Il rumore dei passi sul pavimento di pietra sembrava amplificato. «Benvenuti a Matera,» disse Virgilio con voce ferma. «Finalmente avete messo piede dentro la città.» Qualcuno, tra i presenti, rise piano. Virgilio riprese subito a parlare, senza degnare quel suono di attenzione. «Ottavio e Claudio sono stati arrestati.» Una breve pausa.
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