Capitolo 10
Capitolo 10
Mentre la colonna avanzava verso il quarto avamposto, Tommaso, che chiudeva la retroguardia, ebbe un istinto improvviso. Si voltò. Il terzo avamposto era lontano, sfocato dalla foschia che iniziava a salire dal viale. Il cielo si stava chiudendo, il vento aveva cambiato direzione. Fu allora che lo vide. Il portone era chiuso. Tommaso strinse gli occhi. Era sicuro che fosse rimasto aperto. Forse il vento, pensò. Sta arrivando brutto tempo. Scosse il capo. Non disse nulla. Non voleva sembrare paranoico, non ancora. La colonna continuò ad avanzare. Il quarto avamposto era vuoto. Il portone spalancato. Poi il quinto. Il sesto. Il settimo. L’ottavo. Il nono. Tutti abbandonati. Tutti uguali. Tutti silenziosi. Quando raggiunsero anche il decimo avamposto e lo trovarono vuoto, un mormorio trattenuto attraversò la colonna. Nessuno parlò davvero, ma l’idea era la stessa per tutti. È troppo facile. Ripresero a muoversi, diretti verso l’undicesimo. Fu allora che Tommaso si voltò di n
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