Capitolo 11
Capitolo 11
Si avvicinarono al portone. Ralf e Tadd lo osservarono a lungo, in silenzio. Passarono le mani sulle assi, sui cardini, sulle giunture annerite. Provarono a spingere. Nulla. Il legno non cedette di un millimetro. Ralf scosse il capo. «Questa chiusura non è opera del vento.» Indicò i bordi anneriti. «L’hanno saldato dall’interno. E puntellato.» Poi si chinò, osservando meglio. «E guarda qui, Damien… hanno girato il portone. Per aprirlo adesso bisogna spingere. Non tirare.» Tadd si era già allontanato di qualche passo. Era accovacciato a terra, le dita che sfioravano il suolo secco. «Potete far venire Claudio?» disse senza voltarsi. «Lui saprà cosa sono questi fori. Sono nascosti troppo bene… e sono troppi. Anche qui, in mezzo alla foresta secca.» Tommaso non esitò. «Vado a chiamarlo.» Si rimise in marcia di corsa. Raggiunse Malik, poi il messaggio passò di bocca in bocca. Claudio arrivò dopo pochi minuti, ancora a cavallo. Il volto teso, come se sapesse già. Smontò prima ancora
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