Capitolo 18
Capitolo 18
Dante avanzò tra il fumo e le urla, scansando un corpo a terra e un altro che si contorceva ancora. Raggiunse Leonardo e gli afferrò il braccio. «Leo, arretra,» disse a voce tesa. «Sta arrivando un gatto. O altri mantelletti. Non restare scoperto.» Leonardo annuì senza discutere. «Vado.» Fece segno ai pochi rimasti attorno a lui e arretrò di qualche decina di passi, mentre altri soldati correvano avanti trascinando nuove coperture rinforzate. Il rumore del legno e del ferro che venivano trascinati sul terreno si mescolava al crepitio del fuoco e al sibilo costante dei dardi. «Obice pronto!» gridò un geniere. Leonardo si voltò appena in tempo per vedere il colpo partire. Il proiettile colpì le mura del ventesimo avamposto con una violenza inaudita. La pietra cedette di schianto, una sezione intera del muro collassò verso l’interno. Un istante dopo, lo sputafuoco piazzato lì sopra esplose. L’esplosione fu enorme. Un’onda di fuoco e detriti investì il cancello sottostante, strapp
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